mah.. nella versione originale traspare una certa tendenza monocorde della costruzione e, ahimè ed ugualmente, persino della recitazione di Chiwetel Ejiofor.
Personalmente ho trovato la vera forza, annichilente, del film insita nel soggetto.
La post produzione, ed il montaggio in particolare, non lasciano spazio allo spessore dei protagonisti né trova luogo nel film la costruzione in crescendo del dramma di un uomo improvvisamente privato della libertà e del proprio quotidiano.
Per fare un esempio, persino il momento del gospel funerario (cui il protagonista si unisce) sembra nato un po’ dal nulla e si svuota dei mille significati che poteva avere.
Poca attenzione alla costruzione psicologica dei personaggi, trattati anche loro dal regista, né più né meno, come unità di produzione e non come uomini e donne.
Le immagini crude e violente di alcune scene appartengono poi alla tradizione cinematografica holliwoodiana, laddove il cinema avrebbe il potere, invece, di essere per l’appunto evocativo.
Tra neorealismo 2.0 e tv del dolore , voglio pensare, c’è ancora differenza.
E’, ovviamente, una mia personalissima opinione.
Saluti!
Di: The Bright Side of Life: http://bit.ly/1eGwjg0
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